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E' nato un bimbo Down... E ora?

Questo sito racconta, in neanche 20 pagine, un pezzetto della storia di Maria e della sua coraggiosa (e testarda) mamma.
Ha il solo scopo di aiutare altri genitori a non accettare i pregiudizi, anche medici, per amore dei propri figli considerati "diversi". E' un piccolo aiuto per trasformare la disperazione in speranza, la sensazione di impotenza in azione costruttiva.
Maria e la sua gioia di vivere sono la più grande conquista, e ricompensa, che la sua famiglia abbia ottenuto. La consapevolezza con cui Maria guarda al proprio handicap, la capacità che ha di leggere in alcuni atteggiamenti dei "normali" nei suoi confronti un handicap anche maggiore, sono qualcosa da cui tutti dovremmo trarre costantemente una lezione.

Maria Rosa Ferreri, insegnante di sostegno per scelta (e per passione) e mamma di Maria per caso (e per fortuna), insegna presso la Scuola Media Nazario Sauro di Imperia, e si occupa della preparazione di strumenti didattici per bambini con difficoltà di apprendimento.
E' raggiungibile per telefono a questo numero: 0183 710875 o per email attraverso la form di contatto "scrivici".

18 agosto 1987

Il silenzio inizia lento lento proprio come una musica. Poi inizi a respirarlo. Lo vedi quasi. Ti entra dentro nella pancia e nel cuore e nel cervello. Il silenzio si fa corpo. Si identifica e si materializza in mio marito. Lui sta lì, sta lì. Si muove in modo scomposto, come sono scomposte le sue parole. "Ciao...allora, tutto bene...E' una bambina."
I medici lo chiamano. Lui va e appena si gira per farmi ciao con la mano.
Aspetto. In silenzio aspetto. Ritorna.
C'è un problema. La bambina ha un problema grave. Lo so. Lo sento. Lo capisco.
"I medici dicono che la bambina è affetta da sindrome di Down." "Ne sono convinti perché hanno visto che la linea palmare delle mani è unita. Dicono che questo è un segno inequivocabile. Per loro Maria è Down."

 

PER LA PRIMA VOLTA IL TITOLO A UNA GIOVANE AFFETTA DA SINDROME DI DOWN
A Maria la cintura nera di judo

Maria e LucioIMPERIA - 23 giugno 2008 - Per la prima volta in Italia una ragazza affetta dalla sindrome di Down ha ottenuto la cintura nera di judo Fijlkam. Si tratta di Maria Longo, ventunenne imperiese, tesserata per lo Judo Club Corsaro, storico sodalizio che dedica il suo impegno sportivo alle arti marziali. E proprio sotto la guida del maestro Lucio Garzia, indiscusso leader del sodalizio, Maria Longo ha lavorato intensamente per raggiungere un risultato davvero prestigioso, la tanto ambita cintura nera. Dice Garzia: «Maria è con noi da quando aveva sette anni, ha una grande passione per il judo e si è sempre dimostrata desiderosa di apprendere e di cimentarsi con gli altri atleti. Abbiamo svolto un lavoro impegnativo: come tecnico sono sempre molto esigente, e Maria ha sempre risposto in modo ottimale, anche grazie al supporto della sua famiglia». Il risultato entusiasma lucio Garzia, che commenta: «E' il frutto di un lungo cammino di normalità, tant'è che Maria ha seguito tutte le tappe che attendono uno judoka. Era già pronta a tentare la scalata alla cintura nera lo scorso anno, ma, di comune accordo, abbiamo decsio di attendere e di perfezionare ulteriomente la tecnica». Maria ha ricevuto i complimenti degli esperti e dei tecnici presenti nei giorni scorsi a Genova in occasione degli esami per i passaggi di categoria. Aggiunge Garzia: «A Genova, la nostra atleta ha letteralmente stupito la commissione esaminatrice che ha valutato la sua preparazione, dimostrando concentrazione e qualità. Si tratta, a dire il vero, di caratteristiche che già conoscevo benissimo. Maria, da tempo, è infatti mia preziosa collaboratrice nei corsi di judo riservati ai bambini delle elementari e della scuola materna di Diano Castello». La soddisfazione coinvolge l'intero Judo Club Corsaro: «Al di là della sua sicura valenza tecnica, è un segnale importante a livello sportivo. Per noi dare una simile soddisfazione ai nostri ragazzi è come aver vinto l'oro all'Olmpiade».

Copyright ©2008 La Stampa


SCONCERTO

cop_vinc_p: Questo il titolo del CD che contiene pezzi inediti che hanno come tema l'emarginazione e l'handicap, realizzati da nove gruppi liguri, presentato in concerto a Imperia il 25 febbraio 2004. Nel corso dell'evento, organizzato dall'Associazione ... Ergo Sum per portare a tutti le note della solidarietà e per aiutare i bambini bisognosi, è stato anche presentato il video "Il piccolo Principe", nel quale Maria ha il ruolo del protagonista.

Ringraziamo la rivista VINCERE che, oltre ad altre interessantissime storie, ha voluto dedicare un articolo del numero di Aprile a Sconcerto e ad Ergo... Sum.

Per maggiori informazioni sul CD o su altre iniziative, scrivere a: Alberto Carli

>> saperne di più


Maria l'avrò vista, sì e no, un quattro cinque volte. Maria Rosa una decina. Gianni, il marito e padre di Maria, due o tre. Sara, l'altra figlia, so che è iscritta a medicina alla facoltà di Genova.
Mi piacerebbe che qualcuno, almeno uno, un piccolo critico dicesse che "questo librettino non ha nessuna pretesa... ma ha saputo andare oltre ogni pretenziosità. E, di questi tempi, non è poco."
Come non sarebbe poca cosa che questo raccontino, di fatto scritto da una madre che crede, ha fede, venisse letto nelle scuole elementari e medie. Venisse letto poco alla volta, come si racconta la favola vera di una madre che cresce una figlia. Una fiaba leggera e soffice come neve, come nebbia ma che trasmette energia, forza e amore e speranza.
Maria Rosa è una donna che prega. Ha sempre pregato e male non le fa. Va in pellegrinaggio come una viandante dei tempi moderni e chiede la Grazia. La Grazia che chiede è una speranza. La speranza che Maria possa, un giorno, sentirsi normale per se stessa.
Maria e Rosa pregano e lavorano e camminano tenendosi per mano. Rosina e Maria staranno sempre insieme.


Alberto Carli
Vicepresidente dell'Associazione ... ERGO SUM



info@i-c-s.it