Maria ad un anno e mezzo camminava
Maria ad un anno e mezzo camminava. Ed era come se tutti avessimo mosso i nostri
primi passi e ricominciato a parlare proprio come mia madre, lei sempre così
taciturna.
Tutta la famiglia era in azione per un solo scopo. E tutti si erano assunti
un ruolo di supporto e di sostegno terapeutico mettendo inconsapevolmente in
atto una mutua catena di solidarietà e formando "un'èquipe"
terapeutica molto affiatata.
D'altra parte la principale cura per queste "patologie" è l'ostinazione.
Occorrono impegno, perseveranza, fermezza, rigore. E a volte non bastano. Non
ho usato, sia chiaro, dei termini a caso. E non ho nessun interesse a sostenere
chissà quale tesi. Non sto da nessuna parte nè mi colloco a favore
o contro una linea di pensiero che stabilisce come affrontare l'handicap e specificamente
quello riconducibile a soggetti affetti da sindrome di Down.
Io vivo i miei fatti, che sono al tempo stesso verità, avvenimenti, esperienze.
L'ho detto: vedere la smorfia di mia figlia e leggervi la sua sofferenza non
era per me accettabile. Perchè non accetto con rassegnazione un evento
pensando all'inevitabile fatalità di una disgrazia divina fine a se stessa.
Forse una prova a dimostrare la tangibilità del mio passaggio su questa
terra. E per superare una prova così improba occorreva lottare. Il resto
è vita. Comunque!
La mia vita è missione e la mia missione è non mollare. Come fanno
tutti a seconda delle loro caratteristiche. E' come dire che sono le eccezioni
che confermano la regola: c'è chi vive in un modo chi in un altro.
Io ho ritenuto di apprendere qui e là senza mai staccarmi dal mio carattere
e senza particolari condizionamenti dalle diverse dottrine. Così è
stato per il metodo Doman o per le strategie che applicavano all'Università
Macquarrie di Sidney. L'uno e l'altro mi incoraggiavano a ritenere che il percorso
terapeutico e di vita che Maria seguiva era sostanzialmente corretto. Il vedere
il mondo attraverso gli occhi dell'operatore di riferimento e di fiducia unitamente
ad una pressione costante mi facevano vedere Maria assai simile a quei bambini
che vedevo nei filmati Australiani: ragazzi down beni inseriti nel contesto
scolastico e nella società.
>> segue
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