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Un anno di alti e bassi
Al raggiungimento dei sei anni ho ritenuto che il lavoro motorio dovesse spostarsi
e transitare da un'esperienza quasi interamente individuale ad una spiccatamente
di gruppo entro il quale, nel limite del possibile, la piccola potesse apprendere
ed approppriarsi in termini pratici del concetto di equilibrio e di stabilità.
Cercavo un'attività sportiva che fosse al contempo anche "arte"
e che contenesse regole precise e secolari alle quali era d'obbligo attenersi.
Anche qui la fortuna ci ha aiutato e la ricerca ci ha portato dritte dritte
verso il Maestro Lucio, splendido insegnante di judo, forse l'arte marziale
di autodifesa per definizione.
Maria ha imparato a rispettare e ad essere rispettata in un contesto di norme
compartamentali delineato da una filosofia centenaria che dal lontano oriente
è arrivata fin qui in occidente.
Il termine "accettazione" non si è neppure presentanto tant'è
che, da subito, e per tutti, lei non è mai stata quella diversa.
Dobbiamo molto a Lucio e al judo e sentirmi dire che Maria è un esempio
di comportamento e di stile per gli altri e che sa eseguire alla perfezione
il kata (figure di combattimento eseguite per dimostrazione) mi riempie di gioia.
I sei anni determinano l'ingresso vero e proprio nella scuola e la mia scelta
è stata improntata in un'altra direzione: quella di far seguire Maria
da un'Istituto cittadino specializzato e che, in quel periodo, poteva, per legge,
occuparsi dell'istruzione dei soggetti portatori di handicap con corsi ad hoc.
Maria ha frequentato per un anno intero seguita, in modo individualizzato, da
due insegnanti le quali si dedicavano esclusivamente a farle apprendere la scrittura
e la lettura.
E' stato un anno tosto, duro, faticoso, stressante. Un anno di cui ricordo lo
sconforto e lo scoramento, quel sudore freddo e quella palpabile e sottile tachicardia
che mi prendeva quando speravo che Maria avesse afferrato i primi facili elementi,
ma di fronte ad una semplice verifica mi sorgeva il dubbio che non le avesse
apprese nel modo giusto.
Un anno di alti e bassi, un anno difficile, dubbioso, perplesso, incerto ma
anche ricco di speranza e di lotta.
L'attesa di dodici mesi è stata produttiva perchè Maria ha passato
brillantemente l'esame.
Ora sapeva scrivere e leggere.
>> segue
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